Spotorno: il "rifugio dell'anima" di Camillo Sbarbaro

Situato nella Riviera di Ponente tra Punta del Maiolo e Punta del Vescovado, Spotorno è un piccolo comune di meno di 4000 abitanti in provincia di Savona che si estende lungo la costa ligure. Qui Camillo Sbarbaro, poeta, scrittore e aforista italiano nato a Santa Margherita Ligure, si trasferì nel 1941 fino al 1945 definendola “rifugio dell’anima”, a seguito di un bombardamento navale che colpì Genova, dando inizio a un'intensa collaborazione con numerose riviste, come Officina, Letteratura, Itinerari, Ausonia, La Fiera Letteraria, Il Mondo, e a una prolifica attività di traduttore di autori classici greci e francesi, per poi tornarvi definitivamente nel 1951.

 

Certificata nel XII secolo come “Spelturnum” e “Spolturnum”, il nome della città deriverebbe dal latino spelta insieme al suffisso –urnum con il significato di "luogo dove si coltiva la spelta".

Nel XII secolo il borgo fu governato dai marchesi Del Carretto e poi dal vescovo di Savona. Grazie a un'alleanza militare tra i soldati di Noli, Segno e Genova venne portato a termine un attacco al borgo vescovile di Spotorno e al suo castello, che nel corso dei secoli fu distrutto e riedificato per due volte. Nonostante dopo questo episodio il paese venne inglobato nella diocesi di Noli, il borgo marinaro rimase comunque nelle mani del vescovo savonese. Papa Urbano VI nel 1385 vendette alla Repubblica di Genova il feudo di Spotorno e Pietra Ligure per la somma di 60.000 fiorini, ottenendo duecento anni dopo un proprio statuto (Capitoli della Magnifica Comunità di Spotorno). In questo periodo, il sistema difensivo del borgo venne potenziato con la costruzione di alcune torri di avvistamento, tutt’ora visitabili.

Con la caduta della Repubblica di Genova nel 1797, il territorio di Spotorno rientrò nel Dipartimento del Letimbro, con capoluogo Savona, all'interno della Repubblica Ligure. Nel 1815 fu assorbito nel Regno di Sardegna e dal 1861 nel Regno d'Italia.

Nel 1872 il territorio comunale fu attraversato dalla nuova linea ferroviaria tra Genova e Nizza (ferrovia Genova-Ventimiglia) e all'inizio del Novecento si sviluppò il turismo, con la costruzione di alberghi e stabilimenti balneari.

 

Molto interessanti gli edifici religiosi superstiti. La Chiesa parrocchiale della Santissima Annunziata, nel centro storico, custodisce opere d’arte del Seicento e Settecento di grandissimo valore. Tra queste spicca la Madonna con il Bambino tra i santi Antonio da Padova e Francesco (1667) di Domenico Piola. Il 16 febbraio 1814 papa Pio VII vi si fermò di ritorno dalla Francia, dove era stato prigioniero. Oggi è sede del vicariato di Finale Ligure-Noli della diocesi di Savona-Noli. La chiesa si presenta con navata unica coperta da una volta a botte, con dieci cappelle laterali, più due nel presbiterio.

Un’altra struttura da segnalare è l’Oratorio di Santa Caterina, circondato dai pini del parco Monticello. L’imperatore romano Massimino incrementò la fama della santa attraverso il martirio con la ruota Spotorno, come cita l’iscrizione lungo il perimetro interno della navata. Su una porta secondaria d’accesso è presente una lunetta in ardesia con un bassorilievo rappresentante Santa Caterina tra due coppie di incappucciati.

 

 

Da tenere in considerazione per una visita a Spotorno sono i vari percorsi terrestri dell’entroterra, con varie località dove è possibile effettuare piacevoli e rilassanti passeggiate immersi nella natura e gustare la cucina tipica. Alle spalle di Spotorno si innalzano colline ricche di vigneti e ulivi, il cui verde si fonde con il celeste del mare sul quale si affaccia. Alla cittadina, infatti, è stata conferita per ben 15 anni di fila la Bandiera Blu per la qualità delle spiagge e la purezza dell’acqua, inconfondibile per la sua trasparenza. Più di due chilometri di spiagge, il mare cristallino e l’isola di Bergeggi sullo sfondo ne fanno una rinomata località balneare dagli anni Venti. Tra i territori comunali di Spotorno, Bergeggi, Noli, Quiliano, Vado Ligure e Vezzi Portio è presente un sito di interesse comunitario, per il suo particolare valore naturale, faunistico e geologico. Il sito è collocato nell'area boschiva tra il monte Mao, Rocca dei Corni e monte Mortou in cui coabitano macchia mediterranea, aree erbose e coltivazioni agricole. 

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