Gardone Riviera: l'appariscente cornice degli ultimi anni di D'Annunzio

Sulle sponde occidentali di uno dei più grandi laghi italiani, il Lago di Garda, circondato da bellissime colline e imponenti catene montuose, Gardone Riviera è un piccolissimo paesino di circa 3000 abitanti in provincia di Brescia. Una località che attira ogni anno una grande quantità di turisti, ammaliati dalle bellezze paesaggistiche nelle quali si incastona questo diamante, uno dei luoghi della storia della nostra nazione.

 

Gabriele D’Annunzio, dopo i fatti di Fiume, si ritirò in esilio nella villa all’interno del celebre complesso del Vittoriale degli Italiani. Qui lavorò e visse dal 1921 fino alla fine dei suoi giorni, rendendo la sua abitazione uno scenografico monumento di ricordi e di simboli mitologici, amplificati dalla sua stessa personalità incontenibile che fu essa stessa “un’attrazione”. Forte fu il suo impegno per lo sviluppo della zona, soprattutto riguardo la costruzione della strada litoranea Gargnano-Riva del Garda da lui caldeggiata. La strada determinò la fine dell’atavico isolamento di alcuni paesi sulle rive del lago. D'Annunzio, alla sua inaugurazione, la battezzò con il nome di Meandro, in riferimento alle sue curve e all'alternarsi delle gallerie e dell’azzurro delle acque lacustri.

 

«Ho trovato qui sul Garda una vecchia villa appartenuta al defunto dottor Thode. È piena di bei libri... Il giardino è dolce, con le sue pergole e le sue terrazze in declivio. E la luce calda mi fa sospirare verso quella di Roma. Rimarrò qui qualche mese, per licenziare finalmente il Notturno»: così il poeta scrisse alla moglie Maria in una lettera del 1921, al suo arrivo a Gardone. Il proposito di D’Annunzio era quello di restare a Gardone Riviera solo poche settimane per completare il suo ultimo romanzo, inconsapevole del fatto che quella gardonese sarebbe diventata la sua ultima casa.

 

Scavi archeologici condotti nel 2017 dalle Università di Padova e Pisa dimostrarono che le alture vicine a Gardone Riviera furono abitate già dall'Età del bronzo. Nella frazione di Fasano furono rinvenute, invece, lapidi di epoca romana. Gli storici ritengono che la fondazione del paese fu dovuta ai Longobardi. Dagli antichi documenti superstiti, sappiamo che nel Medioevo (XIII secolo), il vescovo di Brescia affidò il feudo alla famiglia degli Ugoni. In quest'epoca il borgo fece parte di un ente che riuniva i comuni del Garda bresciano, chiamato Magnifica Patria della riviera di Salò. Dal 1521, sotto la dominazione della Serenissima, la Magnifica Patria mantenne condizioni di privilegio rispetto al resto del territorio bresciano: il provveditore inviato da Venezia amministrava la giustizia criminale su Salò e i comuni della riviera, mentre il podestà inviato da Brescia si occupava della giustizia civile; inoltre, Gardone era esentata dal pagamento delle tasse per il mantenimento degli uomini d'armi. Il periodo di tregua si interruppe nel 1704, con la guerra di successione spagnola; il territorio, nel triangolo Monte Maderno-Fasano (accampamento tedesco) e Salò (accampamento franco-ispano), fu teatro di violente scorribande e nel 1706, alla rocchetta di Bornico, si svolse una battaglia fra le due fazioni che distrusse Gardone e Fasano. Dal 1815 il borgo divenne di dominio dell'Austria nel Regno Lombardo Veneto, durante il quale divenne sempre più importante la coltivazione degli agrumi, ma nel 1855 la gommosi intaccò irrimediabilmente le coltivazioni. Solo dal 1873 si cominciò a innestare l'arancio amaro, resistente alla patologia, e alcune limonaie ripresero le loro attività.

 

La svolta moderna per Gardone Riviera arrivò alla fine dell’Ottocento, quando diventò un punto di riferimento per il turismo locale, grazie a benestanti visitatori tedeschi che si convinsero che il luogo avesse un’azione benefica sulla salute. Tra questi vi fu Luigi Wimmer, che trascorse qui un lungo periodo di cura, innamorandosene e costruendovi il primo grande albergo. Divenuto sindaco del paesino nel 1881, ne incrementò la fama in tutta Europa. Durante la Repubblica Sociale, dal 1943 al 1945, le incantevoli ville e i grandi alberghi nel frattempo costruiti divennero sede di ministeri del sedicente governo e abitazioni dell'esercito tedesco.

 

Il luogo d'interesse più rinomato di Gardone Riviera è senza dubbio il Vittoriale degli Italiani. Nell’area, attorniata da magnifici giardini, oggi si trovano la tomba di D'Annunzio, un teatro all'aria aperta, il museo di D'Annunzio e una biblioteca. Fu costruito tra il 1921 e il 1938 da un’idea dello stesso poeta su progetto dell'architetto Giancarlo Maroni. Nel piazzale del Vittoriale sorge la Chiesa di San Nicola, altro edificio assolutamente imperdibile per la sua bellezza. Un ulteriore tappa obbligata è Villa Alba, conosciuta anche come Villa Ruhland (che significa letteralmente “Pace nel paesaggio”). Una dimora semplicemente sensazionale, che ricorda i più caratteristici monumenti dell’acropoli ateniese. Negli anni Settanta divenne proprietà del Comune e fu trasformata in un luogo di arte e cultura.

 

 

Gardone deve il suo fascino non solo alla sua importante storia, ma anche alla natura che la circonda. Oltre a poter godere di splendidi panorami e gite in barca sul lago, un’occasione di relax proviene dalla sua appartenenza alla riserva naturale Parco Alto Garda Bresciano, ricco di sentieri immersi nel verde. Particolarmente degno di nota, infine, è il giardino botanico André Heller, noto anche come giardino botanico Arturo Hruska: dagli ordinati giardini giapponesi si passa alla zona rocciosa, attraverso percorsi fatati e tantissime sculture e opere d’arte, che rendono tale luogo unico nel suo genere.

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