San Mauro Pascoli: dove la letteratura è di casa

«O cavallina, cavallina storna, che portavi colui che non ritorna; oh! due parole egli dové pur dire!  E tu capisci, ma non sai ridire. Tu con le briglie sciolte tra le zampe, con dentro gli occhi il fuoco delle vampe, con negli orecchi l’eco degli scoppi, seguitasti la via tra gli alti pioppi: lo riportavi tra il morir del sole, perché udissimo noi le sue parole»: con questi versi Giovanni Pascoli narrò il doloroso episodio del ritorno del cadavere del padre trasportato dal suo cavallo fino alla loro abitazione a San Mauro.

 

San Mauro Pascoli (fino al 1932 chiamata San Mauro di Romagna) è un comune circa 12.000 abitanti in provincia di Forlì-Cesena. A metà strada tra la costa e le colline dell'entroterra, il paese è collocato tra i fiumi Rubicone e Uso, adiacente al piccolo lago Pascoli. Qui vi nacque il celebre poeta nel 1855, insieme agli altri nove fratelli e sorelle. I suoi genitori furono Caterina Vincenzi Allocatelli, esponente di una famiglia della nobiltà rurale del paese, e Ruggero Pascoli, amministratore della tenuta "La Torre" dei principi Torlonia.

 

Non sono giunte ai nostri giorni numerose testimonianze antiche su San Mauro Pascoli. Durante gli scavi per la costruzione del Canale Emiliano Romagnolo, sono state rinvenute in zona alcune fornaci romane, utilizzate per la fabbricazione di laterizi. A parte ciò, la prima testimonianza storica riguarda l’attestazione in un documento della fine del XII secolo, nel quale viene chiamata Fundum Sancti Mauri. Sappiamo che all’epoca esisteva una chiesa dedicata a San Mauro, vescovo di Cesena. Nel 1247 il castello di San Mauro andò in dote dalla famiglia riminese De' Particitadi ai Malatesta. Da quel momento più nessun’altra notizia fino al XV secolo, quando San Mauro ottenne dai Malatesta gli statuti comunali. Dopo essere stato concesso in feudo da Papa Paolo II agli Zampeschi, il paese fu poi dominato da altre famiglie e nel 1590 fu inglobato tra i domini pontifici della Camera apostolica. Alla fine del XVII secolo fu aggregato a Savignano e nel XVIII secolo venne costruita una tenuta agricola dei principi romani Torlonia, una delle più grandi e belle di Romagna. Nel 1827 ottenne l’autonomia e fu quasi interamente distrutto durante i bombardamenti nella Seconda guerra mondiale.

 

Nel centro di San Mauro Pascoli si trova la casa natale del poeta, dove nacque e visse fino ai sette anni d’età. Fu dichiarata monumento nazionale nel 1924 e distrutta durante il secondo conflitto mondiale (soltanto la cucina restò intatta). Trasferitosi coi fratelli maggiori al collegio di Urbino, Pascoli passò a San Mauro solo le estati e durante gli anni universitari di Bologna vi tornò spesso per brevi periodi. Oggi l’edificio è sede del Museo Casa Pascoli, che espone vari oggetti, la sua culla, i mobili dello studio di Bologna, quasi tutte le prime edizioni delle sue opere, foto e lettere. Nel giardino è stato creato un percorso botanico-poetico, con i versi pascoliani che ricordano le piante esistenti anche durante la sua giovinezza.

 

Confinante con il giardino di Casa Pascoli, di grande interesse storico è la piccola chiesa della Madonna dell'Acqua, costruita nel 1616 per conto del Vicario Vescovo di Rimini e successivamente ricostruita a seguito dei danneggiamenti causati dai bombardamenti della Seconda guerra mondiale. Le due facciate della chiesetta presentano una struttura simile, con tanti elementi architettonici e decorativi. All'interno è presente un’unica navata, con l'abside coperta da volta a botte. Fu molto amata dal poeta.

 

Nella tenuta dei principi Torlonia, che come abbiamo detto venne amministrata dal papà del poeta, si trova una villa eretta nel 1780, chiamata "Torre di Giovedìa", per il suo tempio dedicato a Giove presente in età romana, o "La Torre". In seguito all’uccisione di Ruggero Pascoli il 10 agosto del 1867, la sua gestione fu assegnata ad Achille Petri e Pietro Cacciaguerra, i principali sospettati, insieme ad altri, proprio dell’omicidio. Tra la fine dell’800 e i primi del ‘900, l’ingegnere e agronomo riminese Leopoldo Tosi affittò la tenuta, che restò di proprietà dei Torlonia. Durante la guerra, venne occupata dai tedeschi e dagli inglesi, che la danneggiarono parecchio. Grazie al progetto del Parco Poesia Pascoli, dal 2014 Villa Torlonia è stata riaperta al pubblico per ospitare spettacoli, rappresentazioni, esposizioni, concerti, matrimoni, conferenze ed eventi.

 

San Mauro Pascoli fa parte del distretto industriale della calzatura nell'area del Rubicone, ricca di aziende produttrici di diverse marche rinomate. Inoltre, nel paese si trovano decine di piccoli laboratori artigianali a gestione familiare, specializzati nella lavorazione delle varie parti della calzatura.

La gastronomia di San Mauro Pascoli è basata sul pesce azzurro dell’Adriatico e sui sapori autentici della Valle del Rubicone, con le sue minestre “fatte in casa”, le sue carni alla griglia e i suoi ortaggi dell’“orto del Pascoli”, oltre che le piadine, ovviamente.

 

Nelle zone immediatamente vicine al paese meritano una visita la città di Cesena, la cui antica Biblioteca è stata dichiarata monumento UNESCO e le colline dell’entroterra con i suoi graziosi paesini, fra cui Longiano e Gambettola, senza dimenticare la città di Ravenna, patrimonio Unesco, e il parco dei divertimenti di Mirabilandia a Savio e l’Italia in miniatura a Rimini.

Scrivi commento

Commenti: 0