Pietrasanta: la "piccola Atene" amata da Giosuè Carducci

«Quel che mi piace è Pietrasanta:/bellissima cittadina, con piazza unica,/una cattedrale da grande città,/ e, sfondo, le Alpi Apuane./E che paese all'intorno!/che monti, che verde,/ che ombre, che fiumi,/che ruscelli risonanti freschi di castagni/e gli olivi fra il verde!/Qui vorrei condurti, mia povera dolorosa:/qui staresti un po' bene da vero». Giosuè Carducci, premio Nobel per la letteratura nel 1906, nacque a Valdicastello (frazione del Comune di Pietrasanta) il 27 luglio 1835. Qui vi rimase per soli tre anni, ma per tutta la sua vita rimase affettuosamente legato alla sua terra d’origine, come testimoniano alcuni suoi versi, e vi tornò nel 1877 e nel 1890. In occasione della prima visita, in una lettera scrisse proprio le parole riportate all’inizio di questo post. Nel 1950 un decreto del Presidente della Repubblica autorizzò all’adozione del nome Valdicastello Carducci.

 

Pietrasanta conta 23.600 abitanti e fa parte della provincia di Lucca. Fu fondata intorno al 1255, quando un nobile milanese e signore della provincia di Lucca, Guiscardo da Pietrasanta, le diede il nome e lo stemma nobiliare, durante le lotte con i Ghibellini di Pisa. È considerata il primo esempio di sviluppo urbano pianificato in Toscana e sin dalle origini la sua posizione strategica, il passaggio della Via Francigena e la vicinanza al porto di Motrone l’hanno resa un centro di primaria importanza economica per le risorse agricole e minerarie presenti nel territorio. Per questa ragione, il paese fu continuamente al centro di lotte e fu dominata dai pisani, dai genovesi, dai fiorentini e dai francesi.

 

In realtà, le ricche testimonianze archeologiche e le fonti antiche dimostrano la presenza dell'uomo nella terra dominata dall'antica Pietra Apuana. L’hanno abitata gli Etruschi, i Liguri-Apuani, i Romani e i Longobardi. Da quest’ultima egemonia derivano toponimi, cognomi, fondazioni e la discendenza dei Nobili di Corvaia e di Vallecchia, feudatari di Versilia, definiti Zelatores Pisani Communis. L'insediamento del potere comunale nella metà del Duecento porterà al loro definitivo declino. Castruccio Castracani, signore di Lucca dal 1316 al 1328, circondò il centro abitato con una cinta di mura, di cui ancora oggi si vedono i resti, e fece costruire la Rocchetta Arrighina, in onore del figlio Arrigo, oggi non più presente. La supremazia dello Stato di Firenze sulla città a partire dal 1513, con un lodo di Papa Leone X, determinò un periodo di stabilità politico-amministrativa e di espansione economica. In quegli anni, Michelangelo si recherà in Versilia in cerca del suo pregiato marmo, negoziando nella cittadina l'acquisto della roccia per la facciata di San Lorenzo a Firenze. Estinta la dinastia dei Medici nel 1737, governatori della città diventano i Lorena, grazie ai quali vennero promossi interventi che modificheranno radicalmente la zona: la bonifica della palude costiera, il potenziamento del commercio e dell'industria e la nascita di una scuola d’arte per la lavorazione del marmo. Leopoldo II Lorena, verso la metà dell’Ottocento, decretò Pietrasanta "Città Nobile", in considerazione della sua storia, delle importanti famiglie che l'hanno abitata e delle sue istituzioni.

 

Oltre ai tanti laboratori artigianali, sul territorio sono presenti moltissime gallerie d'arte; Pietrasanta detiene il record di una ogni 1200 abitanti. Soprannominata “Piccola Atene” grazie all’alta affluenza di artisti da ogni parte del mondo che negli anni vi si stabilirono per imparare la lavorazione del marmo, tra cui Igor Mitoraj e Fernando Botero per citare solo i più recenti, Pietrasanta si presenta come un vero e proprio museo a cielo aperto dove poter contemplare, tra le gallerie e le piazze, esempi di arte contemporanea e scultura di altissimo livello.

 

L’abitazione della famiglia Carducci a Valdicastello oggi è una Casa-Museo dedicata alla memoria del poeta, dove sono presenti arredi originali, ricordi e pannelli illustrativi sulla sua esistenza. Attualmente è officina dell’Edizione Nazionale delle Opere del letterato e ospita la Commissione per i testi di lingua, che Carducci presiedette dal 1888. L'istituto accoglie librerie e archivi di studiosi e di intellettuali attivi a Bologna e di rilevante valore per la letteratura italiana.

Sopra il centro cittadino si staglia l’imponente Rocca di Sala o Rocca Ghibellina, risalente al XIV secolo, con le sue torri in tufo. La piazza principale è circondata dalla Cattedrale di San Martino (XIV secolo), caratterizzato da un campanile in mattoni rossi alto quasi 40 metri, dalla Chiesa di Sant'Agostino (XIV secolo), dalla Torre delle Ore (XVI secolo) e altri edifici tra cui il Palazzo Pretorio (XIV secolo), Palazzo Panichi (o Carli) e il Palazzo Moroni (XVI secolo). Altri importanti edifici del borgo storico sono: la Chiesa di Sant'Antonio Abate, che ospita due grandi affreschi di Fernando Botero, la Chiesa di San Francesco e il Palazzo della Posta Vecchia.

 

 

A Pietrasanta il turismo rappresenta una grande ricchezza, incentivato non solo dai monumenti della città che abbiamo descritto, ma anche dalla vicina frazione balneare di Marina di Pietrasanta, vicinissima a Forte dei Marmi. Le strutture ricettive e sportive moderne, gli stabilimenti balneari, i luoghi di divertimento serale, il teatro all’aperto e il caffè letterario della Versiliana, con il suo parco che ha ispirato Gabriele D’Annunzio, la spiaggia lunga 4 chilometri di sabbia sottile e dorata assicurano ai numerosi visitatori un piacevole soggiorno estivo. 

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