Bosisio Parini: la storica bellezza del lago di Pusiano

Sulle rive dell’affascinante lago di Pusiano, tra le province di Como e Lecco, si affaccia il borgo di Bosisio Parini, dove nacque nel 1729 Giuseppe Parini, autore de Il giorno, delle Odi e del Dialogo sopra la nobiltà, per citare alcune sue opere, e che diede una parte del nome al paese nel 1929 (fino ad allora si chiamò solo Bosisio). Visitandolo si può compiere un itinerario tra i vicoli che non solo ripercorrono la storia e i luoghi legati al suo più rinomato cittadino, ma che offrono al turista la possibilità di godere anche di altre bellissime attrazioni.

 

Busìs in dialetto brianzolo, Bosisio Parini è un comune di quasi 3.500 abitanti della provincia di Lecco. Fa parte del Parco della Valle del Lambro ed è suddiviso nel capoluogo Bosisio e nella frazione Garbagnate Rota. Il borgo deve buona parte del suo fascino proprio al lago e in suo onore Parini pubblicò Alcune poesie di Ripano Eupilino, il suo primo libro di componimenti. Una delle esperienze più piacevoli da vivere a Bosisio, tra aprile e ottobre, è proprio quella di girare il lago a bordo del battello elettrico Vago Eupili alla scoperta delle bellezze lacustri, con attenzione all’aspetto storico del territorio, alla flora e alla fauna. Alimentato dalle acque del fiume Lambro, nel laghetto si trova l’incantevole Isola dei Cipressi. Già nel periodo neolitico, nella parte orientale di questa piccola oasi sull’acqua si insediò un villaggio costruito su palafitte. Nel 1300 la proprietà dell’isola passò all’Arcivescovo di Milano e alla collegiata di San Giovanni Battista di Monza; nei secoli successivi, fino alla fine del Settecento, successero i Carpani, signori feudali della zona. L’isola fu poi acquisita dal Vicerè Eugenio di Beauharnais, figliastro di Napoleone, e dai vicerè austriaci. Rimasta in mano della Casa d’Asburgo fino al 1831, nel 1874 fu ceduta ai fratelli Antonio ed Egidio Gavazzi, industriali tessili di Valmadrera. Oggi la famiglia Gavazzi detiene ancora la proprietà dell’isoletta, nella quale si organizzano periodicamente eventi.

 

Anche la storia di Bosisio Parini è molto antica e ricca. I primi resti di civiltà che sono stati rinvenuti risalgono al periodo successivo allo scioglimento dei ghiacciai che si formarono tra 20.000 e 15.00 anni fa, durante l’ultima glaciazione terrestre. Dal 1400 a.C. il territorio iniziò a essere invaso dai Celti e dopo le Guerre puniche l’area entrò a far parte dei territori romani. Nel Medioevo, Bosisio faceva parte del Contado Martesana e, insieme ad altre località, componeva la Squadra dei Mauri, un'antica vicaria dell'arcidiocesi di Milano di cui era capopieve. Nel 1441 il conte Luigi dal Verme venne investito da Filippo Maria Visconti del feudo della pieve di Incino, dalla quale dipendeva anche Bosisio. Successivamente il feudo passò alla famiglia Fregoso fino al 1533, quando vendette il contado al senatore Francesco Sfondrati, alla cui famiglia rimase sino al 1788. Nei primi anni del XIX secolo, quando Bosisio faceva parte della Repubblica Italiana napoleonica, la classe borghese cominciò la sua ascesa. Nello stesso periodo venne bonificata la zona Pascolo, allora paludosa, allo scopo di creare nuovi terreni agricoli da cedere ai cittadini. Grazie anche all’estrazione della torba, in parte distribuita agli abitanti e in parte venduta, nelle casse comunali fioccarono le entrate, al punto che negli anni del dominio dei Savoia (1859) e del passaggio al Regno d’Italia (1861) Bosisio poteva prestare soldi a grandi città e permettersi la costruzione di strade, pozzi, lavatoi e l’acquisto del lago. Ma dal 1867 la torba iniziò a scarseggiare e la “gloria” del paese scemò, lasciando il posto a una crisi economica che costrinse l’amministrazione alla cessione definitiva del lago.

 

La più nota attrattiva di Bosisio Parini la casa natale di Giuseppe Parini, situata in cima a un colle che sovrasta tutto il borgo vecchio. Qui il poeta visse per dieci anni, prima di trasferirsi a Milano con i genitori. Dopo la casa fu abitata dalla sorella Laura e poi lasciata in eredità ai nipoti Appiani; nel 1930 la proprietà passò al demanio statale. Oggi è un museo a lui dedicato, allestito tra il cortile, l’androne, la loggia comune, le quattro stanze e la struttura dell’acquedotto. Un altro luogo che lo ricorda è la Filanda Dubini: eretta nel 1853 per la produzione della seta, oggi ospita la biblioteca e il Centro Studi Giuseppe Parini. Della filanda originaria rimangono la ciminiera, il frontone e le finestre decorate in cotto e ceramica. Due ulteriori simboli del paese riguardano il poeta: il monumento a Parini, opera dello scultore Francesco Confalonieri, e il municipio, ospitato da Palazzo Cesati, dove è conservata la sua cattedra.

 

Al di là del poeta, Bosisio Parini conserva altri elementi di notevole interesse storico, a cominciare dalla Cappella della Madonna di Caravaggio. Fu edificata nel 1867 in stile neogotico dove centocinquant’anni prima era stata costruita una cappella con l’auspicio che terminasse la pestilenza che aveva colpito gli animali da allevamento. La facciata è molto caratteristica, con tre piccole guglie e un rosone centrale con vetri colorati. Accanto alla Cappella della Madonna di Caravaggio inizia la scalinata che conduce alla Chiesa di Sant’Anna Nuova, che custodisce nella sua cripta il fonte battesimale in marmo nero in cui fu battezzato Giuseppe Parini. A lui è dedicata anche la lapide posta all’inizio della scalinata, in piazza della Vittoria. Altra meta imperdibile è la Chiesa di Sant’Anna Vecchia, costruita sopra una cappella cinquecentesca in puro stile barocco lombardo nella prima metà del XVII secolo su disegno di Giovanni Battista Pessina. È caratterizzata da una sola navata con cappelle laterali. Infine, la Chiesa di Sant’Ambrogio e la Chiesa di San Giuseppe sono altri due edifici di culto molto interessanti da visitare.

 

Tappa obbligata durante un’escursione nel paese è Villa Appiani Banfi Cantù, residenza della sorella del pittore Andrea Appiani (amico di Parini). Nell’esteso parco della villa sono presenti un piccolo oratorio dedicato a San Vitale e due stele con i busti di Parini e di Appiani. Chi passeggia per Bosisio Parini non può fare a meno di notare Villa Bordone, nota anche come Rocchetta di Bosisio, costruita all’inizio del Novecento su progetto di Aldo Andreani. Peculiarità di questo edificio è la sua pianta a farfalla, che spicca all’interno di un grande parco all’inglese. Una curiosità cinematografica è legata al complesso di Villa Bordone: proprio qui sono state girate alcune scene del film La banda dei Babbi Natale (2010), con Aldo, Giovanni e Giacomo.

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