La Certaldo di Boccaccio: magia medievale intatta

«Certaldo, come voi forse avete potuto udire, è un castello di Val d'Elsa posto nel nostro contado, il quale, quantunque picciol sia, già di nobil uomini e d'agiati fu abitato». Così, nel Decameron Giovanni Boccaccio descriveva il piccolo borgo dove sicuramente visse una parte della sua esistenza e morì, e forse venne alla luce (non vi è conferma certa, infatti, che sia nato a Firenze).

 

A metà strada tra il capoluogo toscano e Siena, Certaldo è un comune di circa 16.000 abitanti in provincia di Firenze, al centro della Val d’Elsa. Il suo nome deriva dal latino cerrus altus o dal germanico cerrus aldo, che entrambi significano “altura ricoperta di cerri”. È suddivisa in due parti: una bassa, moderna e aperta ai veicoli, e una alta che costituisce l’antico borgo medievale, circondata da mura con tre porte d’ingresso: Porta al Sole, Porta Alberti e Porta del Rivellino. Certaldo Alta, affascinante borgo molto noto ai turisti per la sua peculiarità architettonica, è totalmente pedonalizzata ed è raggiungibile in auto, a piedi seguendo un’antica strada medievale o tramite un percorso di 4 minuti su funicolare (55 metri di dislivello per 150 metri di risalita). Le stradine strette e gli edifici in mattoni sembrano aver fermato il tempo, permettendoci di rivivere le atmosfere medievali che l’hanno vista fiorire.

 

La parte vecchia ospita il Museo che fu l’abitazione di Boccaccio in vari periodi della sua vita, oggi sede dell’Ente Nazionale dedicato allo scrittore, situato lungo la via principale del borgo, anch’essa a lui intitolata. Qui si possono ammirare arredamenti e pannelli espositivi che raccontano la vita del novelliere e una bellissima biblioteca consultabile dagli studiosi che conserva alcune antiche edizioni e traduzioni delle sue opere. Durante l’adolescenza, l’autore del Decameron visse per più di dieci anni a Napoli, dove il padre, Boccaccino di Chellino, lo condusse per avviarlo alla carriera di mercante, anche se il figlio era talmente appassionato di letteratura che, pur essendo iscritto alla facoltà di Giurisprudenza, preferì frequentare le lezioni di poesia tenute da Cino da Pistoia e la corte di Roberto D’Angiò, dove scrisse in latino e in volgare e conobbe Maria D’Aquino, che diverrà la sua musa ispiratrice (la Fiammetta che viene nominata nelle sue opere). A seguito di pesanti problemi economici, nel 1340 Boccaccio venne repentinamente richiamato in Toscana dal padre, che morì di peste nera qualche anno dopo; fu proprio quello il periodo in cui egli elaborò l’opera che lo rese celebre in tutta Europa e che è considerata la progenitrice della letteratura in prosa in volgare italiano. Dopo gli anni trascorsi a Firenze, dove venne impiegato dalla Signoria in vari incarichi diplomatici e pubblici, a Certaldo lo scrittore trascorse gli ultimi dodici anni della sua vita, gravemente malato e psicologicamente provato dalla morte del fedele amico Francesco Petrarca e da alcuni episodi che ne minarono la credibilità pubblica e letteraria. La sua tomba si trova presso la Chiesa dei Santi Jacopo e Filippo nel paese.

 

Sede di insediamenti sin dall’epoca degli Etruschi, le prime attestazioni dettagliate storiche su Certaldo si hanno a partire dal 1164, anno in cui l’imperatore Federico Barbarossa cedette il territorio dove si trovava il borgo alla famiglia dei conti Alberti di Prato, fino a quando, nel 1184, fu conquistata e sottomessa da Firenze, che ne fece la roccaforte del suo potere nella zona. Successivamente, il paese fu coinvolto nelle cruente lotte tra Guelfi e Ghibellini, riuscendo comunque a intraprendere nel tempo una grande espansione demografica e finanziaria. Le famiglie fiorentine investirono ingenti somme per l’edificazione di palazzi importanti e il passaggio della via Francigena ne rafforzò il valore. Dal 1425 al XVII secolo, Certaldo fu sede del Vicariato, diventando uno dei centri politici e giudiziari più noti della Toscana. Ancora oggi è presente il Palazzo del Vicario e residenza dei Conti Alberti, nella parte alta del paese. Vi si possono visitare le prigioni, la sala delle udienze, l’archivio, la cappella e gli alloggi privati. Il cortile interno è stato trasformato in giardino dall'artista Hidetoshi Nagasawa e ospita una sala da tè giapponese. Tra il Seicento e il Settecento cominciò l’espansione della parte bassa, consolidata nell’Ottocento dalla costruzione della ferrovia.

 

Certaldo ha una caratteristica che la rende unica nel suo genere: a differenza di quasi tutti gli altri borghi medievali, non è presente la piazza principale, dove risiedevano i poteri, politici, religiosi e commerciali. Dislocata su una collina allungata, si ipotizza che anticamente non vi fosse lo spazio per progettarne una; perciò, venne “sostituita” nelle sue funzioni dall’attuale via Boccaccio, sulla quale si affacciano la Chiesa, il Palazzo Pretorio e le Logge del Mercato. Oltre al Palazzo Pretorio, altri luoghi di interesse da visitare a Certaldo sono la Chiesa di San Tommaso e Prospero, risalente al XIII secolo, la più antica del Castello, e il Museo di Arte Sacra, le cui sale sono dedicate alla pittura, alla scultura e ai paramenti sacri.

 

Certaldo è Bandiera Arancione del Touring Club Italia, riconoscimento elargito ai luoghi che spiccano per l’offerta turistica, enogastronomica, culturale e ambientale. Qui ha origine una particolare varietà di cipolla rossa, presidio Slow Food. Infine, è sede di Mercantia, una suggestiva manifestazione di spettacoli teatrali e circensi, artisti di strada, poesia, bancarelle d'artigianato e tanto altro che si tiene ogni anno a luglio nel borgo medievale.

 

La sua posizione, a pochi chilometri dalle bellissime San Gimignano (Patrimonio dell’umanità Unesco), Volterra (il cui centro storico di origine etrusca è magnificamente conservato) e San Miniato (piccolo borgo ricchissimo di storia dove si scontrarono molte volte Firenze e Pisa), permette ai turisti di godere del paesaggio collinare toscano, culla del buon vino, del nostro antico passato e delle origini della nostra letteratura.

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