Porto Empedocle: Camilleri, Pirandello e l'immortale fascino dell'antichità

Uno scrittore che ha sempre orgogliosamente rivendicato la sua sicilianità, rappresentandola ai non autoctoni con una perfezione encomiabile, e la cui scomparsa meno di un anno fa ha lasciato in noi lettori un grande vuoto. Stiamo parlando di Andrea Camilleri, uno degli autori contemporanei italiani più conosciuti al mondo, grazie alle sue celebri storie che hanno per protagonista il commissario Montalbano e a tutta la sua vasta produzione letteraria. I luoghi della sua infanzia sono stati fondamentali per denotare la sua personalità ribelle, eccentrica e ironica, ma anche per tracciare il suo percorso di romanziere, fino a farli diventare dei veri personaggi.

 

Andrea Camilleri nacque nel 1925 a Porto Empedocle, piccolo paese in provincia di Agrigento sulla costa meridionale della Sicilia. Qui visse fino ai primi anni Quaranta ed è proprio questo il luogo che ha ispirato le ambientazioni dei suoi romanzi “montalbaniani”, che si snodano tra le immaginarie Vigata e Montelusa. Lo scrittore stesso dichiarò:

 

Vigàta in realtà è Porto Empedocle. Ora, Porto Empedocle è un posto di diciottomila abitanti che non può sostenere un numero eccessivo di delitti, manco fosse Chicago ai tempi del proibizionismo: non è che siano santi, ma neanche sono a questi livelli. Allora, tanto valeva mettere un nome di fantasia: c’è Licata vicino, e così ho pensato: Vigàta. Ma Vigàta non è neanche lontanamente Licata. È un luogo ideale, questo lo vorrei chiarire una volta per tutte. Agrigento sarebbe la Montelusa dei miei romanzi, però Montelusa non è un’invenzione mia ma di Pirandello, che ha usato questo nome molte volte nelle sue novelle: l’Agrigento di oggi la chiamava Girgenti e anche Montelusa, e io gli ho rubato il nome, tanto non può protestare.

 

La commistione tra Porto Empedocle e Vigata fu tale che nel 2003 il Comune aggiunse la dicitura della cittadina inventata nei cartelli turistici del reale paesino. Sino al 2009, quando l’amministrazione comunale del tempo ordinò di rimuoverlo, per evitare che personaggi e fatti narrati nelle opere di Camilleri ‒ tra cui mafiosi e omicidi crudeli ‒ fossero accostati negativamente agli empedoclini. Quell’anno fu installata nella centrale Via Roma una statua in bronzo, scolpita da Giuseppe Agnello, raffigurante il commissario Montalbano nelle sembianze descritte da Camilleri nei suoi libri, non in quelle dell’attore Luca Zingaretti che lo ha interpretato nella serie televisiva da essi tratta.

 

Nella stessa via, una seconda statua ricorda un altro scrittore che qui visse e che rappresenta uno dei cardini della letteratura italiana del Novecento, Premio Nobel per la letteratura nel 1934: Luigi Pirandello. A lui è dedicata anche la Casa natale situata in contrada Caos, a 4 chilometri dal centro di Porto Empedocle. È una costruzione rurale di fine Settecento dove la famiglia dell’autore si rifugiò per sfuggire all’epidemia di colera che nell’anno in cui venne alla luce flagellava la Sicilia. Oggi ospita una variegata collezione di foto, recensioni, prime edizioni di libri con dediche autografe, quadri a lui dedicati, locandine delle sue opere più famose rappresentate nei teatri di tutto il mondo e mostre. Un vialetto che taglia la campagna prospiciente la casa conduce a un pino pluricentenario, sotto il quale Pirandello era solito trascorrere il suo tempo per scrivere, dipingere, riposarsi e riflettere e dove ha chiesto di essere sepolto.

 

Porto Empedocle, dunque, è una località profondamente legato alla nostra cultura per essere stata la patria di due pietre miliari della nostra cultura. Ma la storia di Porto Empedocle comincia da lontano. Chiamata Marina di Girgenti fino al 1863, fu abitata sin dai primordi da popolazioni che vivevano di pesca. A partire dal 1130, durante la dominazione normanna di Ruggero II, si iniziò a valorizzare la sua vigorosa attività commerciale. I numerosi scambi con Agrigento e tutta l’area mediterranea fecero irrobustire l’approdo, che divenne uno dei più floridi in Sicilia. Un importante contributo per il paese venne dallo spagnolo Carlo V, che nel 1554 ristrutturò una vecchia torre di guardia usata per la difesa dagli attacchi dei pirati saraceni rendendola più imponente (oggi visitabile). Alla fine del XVIII secolo, Carlo III di Borbone modernizzò il porto con banchina e fondali e tale potenziamento fece diventare il paese il maggiore esportatore di zolfo del Mediterraneo. Verso il 1830 il molo cominciò ad assumere notevole importanza e molti commercianti provenienti dalla vicina Agrigento e non solo vi si trasferirono, dando il La allo sviluppo urbano di Porto Empedocle con la costruzione di chiese, palazzi, caffè e altri edifici. Nel 1851 il re Ferdinando II le concesse l’autonomia e, dopo l'Unità d’Italia, Marina di Girgenti si trasformò nell’odierna Porto Empedocle, in onore del filosofo agrigentino del V secolo a.C.

 

Il mare di Porto Empedocle è tra i più cristallini e azzurri d’Italia nei quali potete immergervi. La selvaggia spiaggia di sabbia dorata si estende per chilometri e le sue acque, oltre a un panorama incantevole, regalano una grande varietà di pesce da poter assaporare nei tanti ristoranti tipici che seguono il litorale. Da qui, inoltre, partono i collegamenti marittimi con Linosa e Lampedusa, due piccole isole dell’arcipelago delle Pelagie anch’esse con un mare mozzafiato. La posizione di Porto Empedocle consente ai turisti di poter visitare agevolmente un’altra attrattiva costiera unica nel suo genere: la Scala dei Turchi, gigantesca scalinata naturale a picco sul mare costituita da un particolare tipo di roccia sedimentaria bianchissima, la “marna”, modellata nei secoli da vento e pioggia. Altra imperdibile meta a ridosso del paese è la Valle dei Templi, il parco archeologico più grande del pianeta che, per la sua ricchezza di templi in stile dorico, santuari, necropoli e costruzioni del periodo ellenico in uno straordinario stato di conservazione, è divenuto nel 1997 patrimonio dell’umanità Unesco.

 

L’intera isola offre centinaia di spunti legati a tanti altri scrittori, dei quali non mancheremo di parlare prossimamente. Porto Empedocle, senz’altro, è un ottimo punto di partenza per un viaggio all’insegna del mare, del sole, del buon cibo e della cultura!

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